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La Magia di Mystara Home - Gioco - Magia
La trama del mondo di Mystara è intessuta di magia. Essa scorre nelle vene del pianeta e nel sangue dei suoi abitanti, filtra tra i veli dei templi e dagli altari delle divinità, ma solo i più dotati o coloro che ricevono il favore degli dei sono in grado di accedere a questo immenso potere e riuscire a plasmarlo a loro piacimento. E divenire capaci di padroneggiare anche solo una piccola parte di quell'energia richiede lunghi studi o una fede fervente. Solo pochi possono accedere ai gradi più alti della conoscenza.

Tra le varie razze, i nani sono troppo pragmatici e gli halfling troppo incostanti per poter intraprendere questa via, concessa solo ad umani ed elfi.
Gli elfi, più vicini alla natura, non hanno ancora soffocato l'energia che scorre dentro di loro sotto la coltre della razionalità, e il potere arcano fluisce dalle loro dita naturalmente, innato in loro come il pensiero.

Gli umani invece, pur possedendo dentro di sè lo stesso potere, hanno da lungo tempo finito per dimenticarlo e ora solo pochi riescono a ritrovarlo e incanalarlo nel modo giusto, plasmandolo e liberandolo secondo il loro volere.
Chi sceglie questa via e decide di praticare l'arte della magia arcana riesce a risvegliare il potere latente dentro di sè attraverso lunghi e difficili studi. Egli impara ad imbrigliare il proprio potere e a plasmarlo attraverso parole e gesti ben definiti. E' in grado di modellare le energie elementali, manipolare le menti e confondere la vista, individuare incantesimi in atto ed essere in grado di dissolverli.

Altri uomini invece scelgono la via della fede e, dopo aver adeguatamente dimostrato la loro devozione alla causa che hanno abbracciato, riescono ad ottenere tramite ferventi preghiere parte di quei poteri che sono prerogativa delle divinità. Invocando gli dei curano ferite, risanano la mente e lo spirito, rimuovono maledizioni e rafforzano se stessi e gli altri contro il male che li circonda.

L'utilizzo di tali poteri, sia derivanti da una divinità, sia conquistati dopo anni di studio, comporta un impegno quotidiano. I chierici hanno la necessità di pregare ogni giorno, se vogliono rafforzare il loro legame con la divinità e ottenerne il favore, mentre i maghi tutte le mattine devono studiare gli incantesimi dal loro libro, compagno inseparabile, perchè la fiamma della magia è fugace e una volta liberata svanisce dalla mente di coloro che ne hanno, anche se per poco, imbrigliato il potere. Anche gli elfi, pur potendo disporre del flusso arcano dalla nascita, hanno bisogno di studio per modellarlo e farlo rispondere al loro volere. Anch'essi, come gli umani, necessitano di ripassare gli incantesimi che conoscono prima di poterli utilizzare.

Attraverso lo studio, l'incantatore richiama a sè e congela in una forma precisa il potere magico che scorre nelle sue vene, imprimendolo nella mente e dando struttura a qualcosa che normalmente non è strutturato. Al momento del lancio i gesti e le parole servono solamente a liberare il potere già richiamato in precedenza, provocandone gli effetti e allo stesso tempo cancellandolo dalla mente dell'incantatore. Una volta che l'energia è stata rilasciata, la preparazione è svanita per sempre, indipendentemente dal fatto che l'incantesimo abbia avuto l'effetto desiderato o meno. E' per questo motivo che i maghi hanno bisogno di studiare con frequenza il loro libro, perchè una volta lanciato un incantesimo non c'è altro modo per recuperarlo se non affidarsi alle rune scritte sulle pagine del loro inseparabile grimorio.

Inoltre, sia i maghi sia i chierici non possono disporre del loro potere troppo spesso, ma sono costretti a limitarsi, perchè lanciare un incantesimo comporta un notevole sforzo, che distruggerebbe la loro mente se ripetuto troppo spesso. Fortunatamente, gli dei non concedono i loro doni con troppa frequenza, nè la memoria dei mortali è così grande da riuscire a contenere una tale conoscenza, salvando così gli uni e gli altri dalla pazzia o da una fine indegna.